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Progetti per le donne Madri

LABORATORIO ESPRESSIVO DONNE-MADRI INSIEME

 

L’idea di creare un gruppo di auto-mutuo aiuto per madri in difficoltà nasce dalla maggior complessità delle difficoltà presentate dalle famiglie e dalle continue “emergenze” che non consentono di mantenere con costanza un progetto di sostegno e vigilanza rispetto a nuclei che, nonostante siano usciti dal “periodo di crisi familiare”, mantengono caratteristiche di maggior fragilità.

E’ rivolto alle Donne perché nella stragrande maggioranza dei casi sono le figure più presenti e più disponibili al dialogo con gli operatori e perché spesso i nuclei in difficoltà sono monogenitoriali (madri nubili o separate).

Si tratta spesso di donne che hanno subito violenze fisiche e/o psicologiche e/o economiche, non esclusivamente all’interno del nucleo di appartenenza, ma anche in quello di origine e che per tanto manifestano disagi socio-relazionali, bassa autostima, depressione, ansia, disturbi psicosomatici.

I disagi sopracitati possono condurre alla compromissione dei rapporti nella relazione madre-bambino e all’isolamento della donna.

La proposta progettuale dell’Asd Il Faro, prevede la conduzione di un gruppo di donne tramite la ricchezza espressiva di svariate metodologie e tecniche proprie della pedagogia clinica.

La Pedagogia Clinica è una scienza in aiuto alla persona, che dà risposte necessarie al vasto panorama dei bisogni dei soggetti; si offre come espressione di un servizio innovativo di tipo educativo, allo scopo di liberare l’individuo da ogni stato di disagio psicofisico e socio-relazionale, e di permettergli di ripristinare in sé nuovi equilibri e nuove disponibilità allo scambio con gli altri.

OBIETTIVI/FINALITA’

Per intervenire in ottica preventiva il progetto si prefissa l’obiettivo di attivare le risorse positive del singolo e del gruppo lavorando su più livelli:

  • – educare al riconoscimento ed espressione di Sé, dell’Altro e delle proprie emozioni;
  • – veicolare il concetto di Punti di Forza , valore personale e gestione dell’impulsività;
  • – creare uno spazio aperto per la socializzazione;
  • – educare al rispetto dell’altro, alla collaborazione e alla cooperazione;
  • – favorire una pedagogia dell’ascolto e dell’accoglienza corporea, mediante l’attraversamento di una serie di esperienze di base necessarie al raggiungimento della pienezza di vita nelle varie fasi evolutive;
  • – fornire uno spazio che sostenga l’educazione socio- affettiva e lo sviluppo dell’identità di ogni donna: tra difficoltà e potenzialità, tra dipendenza e autonomia, tra emozione, immaginazione e razionalità;
  • – promuovere il benessere della donna al fine di migliorare la permanenza nella società e far emergere le risorse presenti.
METODOLOGIA ED AZIONI

Il progetto prevede una metodologia interattiva, basata su laboratori e attività esperienziali.

Sono previsti incontri dedicati all’ascolto, al contenimento, al rispecchiamento di quanto offerto dal gruppo, al fine di stimolare processi di riflessione rispetto ai contenuti emersi, attribuendo loro un significato condiviso ed evolutivo.

Dopo i primi incontri dedicati all’approfondimento della conoscenza reciproca, si passa all’utilizzo di interventi in grado di aiutare la persona a:

-scoprire la propria naturale armonia (immagini guidate);

-comunicare ed esprimere il proprio mondo interiore in un’esperienza attiva, creativa, dinamica, liberatrice (disegno onirico, scrittura creativa);

-mettere in atto le capacità potenziali per crescere tramite la progressiva accettazione di sé e degli altri, di imparare a valutare in positivo le proprie qualità e creare delle relazioni migliori con sé stesso e con le altre persone (metodo Bon Geste);

-scoprire strutture espressive sempre più personali, libere ed esenti da autocritica, fino a far scomparire le contraddizioni che bloccano il fluire dell’energia verso l’armonia (metodo Inter-Art);

-facilitare le capacità interattive e a liberare emozioni sopite (musicopedagogia);

-sperimentare opportunità di contatto con un oggetto intermediario, volte a favorire una piacevolezza e consapevolezza corporea, sostenendo esperienze sensoriali che permettano di richiamare vissuti da poter condividere (metodo Touch Ball)

-abbattere i propri stati tensionali tramite esperienze di contrazione e decontrazione (Discover Project)

-riflettere su di sé utilizzando prevalentemente le proprie risorse personali (metodo Reflecting)

Tale percorso vuole essere un aiuto al mantenimento dell’identità, della responsabilità, della capacità di lavoro produttivo e di relazioni durevoli che non sono mete della maturità, acquisite una volta, ma frutto di un continuo movimento di costruzione e decostruzione dell’identità personale.